Fuori da un evidente destino – Giorgio Faletti Recensione di Rossella1978

IL LIBRO
L’edizione in mio possesso è una versione del 2007 con la classica copertina morbida le cui 495 pagine interne sono semplicemente incollate. Una versione economica insomma.

GOCCE DI TRAMA

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La storia inizia presentandoci un uomo di nome Caleb Kelso, alla guida del proprio automezzo molto datato, mentre si dirige in direzione casa (anche questa in condizioni assai precarie), accompagnato dal proprio cane. Come è facile immaginare, il suo problema principale è trovare un modo per risollevarsi economicamente, e già nel primo capitolo, dopo una gita in solitaria, egli scopre qualcosa di potenzialmente interessante e lo porta a casa. Proprio quel gesto segnerà la sua fine, in maniera molto cruenta quanto misteriosa.

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La storia si sposta poi presentando un nuovo personaggio: Jim Mackenzie, pilota di elicottero dal sangue metà Navajo e metà “bianco”, egli abita da anni altrove ma è costretto a tornare al paese natìo dopo che il nonno è passato a miglior vita. Ovviamente incontrerà tutte quelle persone che aveva lasciato quando aveva cambiato luogo in cui vivere, a partire da Alan, reduce di guerra, Swan attrice e April giornalista. Jim avrà modo di fare la conoscenza col cane sopravvissuto a Caleb, Silent Joe e dovrà prendersi cura di lui.

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Ovviamente il cane è l’unico che abbia visto quello che è successo al proprio padrone, ma purtroppo non può raccontarlo a nessuno. Gli uomini dovrano capire come sia stato possibile uccidere Caleb dall’interno di casa sua…. anche perchè finchè il colpevole visto che si trova in libertà, potrebbe mietere nuove vittime… cosa che infatti avviene e con le identichè modalità molto misteriose. Possibile che una persona possa essere in grado di uccidere in quel modo?

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COMMENTO PERSONALE

Diciamo che nel complesso il libro non mi è dispiaciuto, anche se comunque non è certamente una lettura scorrevole dall’inizio alla fine. Il primo problema che si incontra sta nella lentezza con cui la storia inizia a partire, troppe descrizioni e … a parte il primo capitolo, non succede granchè. Il secondo problema è legato al numero non indifferente di personaggi presenti… è una cosa che onestamente mi ha disorientata perchè troppi nomi e troppi fatti slegati tra di loro, mi hanno un po’ fatto perdere il filo. Quando viene finalmente presentato il “personaggio” (e lo scrivo volutamente tra le virgolette) di Chaha’oh, la storia si è fatta secondo me molto curiosa e da qui ho avuto lo stimolo per proseguire la lettura. Perchè sin da subito è chiaro che si tratti di un omicidio ma i contorni sono molto misteriosi.

Personalmente posso dire di aver apprezzato le leggende indiane e la contrapposizione tra la saggezza degli anziani e il modo di pensare dei più giovani che sembrano sempre avere la soluzione per tutto… ma non sempre una persona giovane può sapere realmente cosa è giusto e cosa non lo è. Un conto è ciò che si pensa e un altro, avere un esatto termine di paragone con la realtà. Non so se mi spiego. Ma è un punto importante nel romanzo.

A proposito di personaggi, ho apprezzato di fatto il ruolo del cane, Silent Joe, che non è propriamente un personaggio secondario, ma ha una importanza strategica nella trama… ricordiamoci che lui ha visto ciò che è successo a Caleb, lui ha visto chi è stato, con i suoi sensi da cane sa quando Chaha’oh sta arrivando. Ma non può utilizzare le parole per raccontarlo e starà proprio a Jim tentare di capire i suoi stranissimi comportamenti. Quando poi si arriva ad un buon punto per capire la natura del “problema”, e anche il lettore inizia ad avere una idea abbastanza precisa, un lungo salto nel passato ci catapulta indietro nel tempo per presentarci determinati fatti che poi saranno importanti per capire tutto il resto.

COSA NON FUNZIONA

I personaggi sono poco caratterizzati… mi è sembrato si puntasse verso le descrizioni infinite quanto noiose e invece mi sono immaginata poco le persone che fanno parte della storia.

Io ho trovato un finale troppo affrettato e poco originale… vista la natura di Chaha’oh, mi sarei aspettata forse qualcosa di più. Invece mi sono ritrovata tra le mani qualcosa di classico.

COSA FUNZIONA

Beh, per chi è appassionato di leggende, una volta che si è fatto il callo per quanto riguarda l’iniziale lentezza della storia, direi che c’è molto su cui pensare, molto su cui immaginare. Quando la trama genera curiosità nel lettore, è sempre positivo e la lettura diventa quindi più scorrevole.

CONCLUSIONE

Sostanzialmente è un libro che si fa leggere, soprattutto se piace l’argomento di base: le leggende degli indiani d’America. Certo si deve avere un po’ di forza di volotà nel superare la lentezza iniziale con cui piano piano vengono presentati i vari personaggi perchè poi la storia genera una certa curiosità.

Non è comunque il peggior libro che abbia mai letto, quindi tutto sommato posso consigliarne la lettura, sia ad un pubblico maschile che ad uno femminile. Se devo essere sincera, io l’ho letto una volta sola.

 

 



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