Memoriale del convento – José Saramago – Recensione di Geppetto1

Giudizio complessivo: 4 su 5

Breve sinossi

Portogallo, primi anni del 1700. A fare da sfondo all’incontro dei due protagonisti e delle altre sottotrame parallele – la sterile vita di corte di Re Juan, il talento effuso da un formidabile clavicembalista, la creazione di improbabili macchine volanti – c’è la costruzione del convento di Mafra. Un’opera gigantesca e insignificante per tutti coloro che vi contribuiscono; niente più di un pretesto del destino per sconvolgere la vita di tanti e cambiare così la storia di ognuno e, quindi, la Storia di tutti.

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Giudizio sull’opera

Il Portogallo del ‘700 non sembra un’epoca così avvincente da dedicarvi addirittura 320 pagine di epopea. Ma Saramago (premio Nobel 1998) non si fa intimidire e lascia letteralmente senza fiato con un’opera che non ha precedenti – e, per il momento, neanche eredi. La trama, ambientata nel contesto quasi bucolico di una nazione ancorata alla sua monarchia che non vede nessun orizzonte di progresso, si snoda sinuosa e vorticante tra vicende cariche di passione e di malinconia, tra linee fantastiche o realistiche, sempre eccessive, sempre formidabili.

Un discorso a parte merita lo stile: se non avete mai letto Saramago, questo è il libro da cui cominciare il vostro riscatto. La scrittura è galoppante e anarchica, sfrenata e indomabile: la punteggiatura è creativa e il risultato è a metà tra il racconto parlato e quello che dovevano essere le antiche rapsodie dell’epica classica. I contenuti risentono chiaramente dell’opera di Marquèz e lo stile di quella di Joice – volendo trovare dei termini di paragone più universalmente riconosciuti – ma tra queste pagine c’è il Portogallo agricolo e feroce di Saramago e le sue storie vecchie di trecento anni eppure immortali raccontate con fare terreno ma estatico, sensibile ma appassionato, popolare ma pensante.

Perchè leggerlo

  • Se non l’avete ancora capito, rileggete da capo la recensione;
  • Per non leggere un’altro libro digerito da un redattore inetto;
  • Per non trovarsi impreparati all’assalto dell’ennesimo libro di natale di chisappiamonoi;
  • Perchè c’è una certa frase sullo sfogliare le margherite che vale da sola un libro intero.

Perchè non leggerlo

  • Perchè avete cominciato M di Scurati e vi terrà impegnati per i prossimi 3 anni;
  • Perchè il recensore non è stato abbastanza convincente.

Buona lettura.

 



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2 Commenti

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